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Micro Landmarks
December 12015

Micro landmarks

Piccole cose di valore non quantificabile, la locandina del giornale locale di cui leggi solo gli strilli, quella strana combinazione di cubetti di porfido sulla strada per il supermercato, un lampione che resiste… micro landmarks di un territorio mappato dal semplice uso dei sensi. A volte progettati (di rado), a volte spontanei (spesso), casuali (quasi sempre), sorprendenti (ogni volta)

Li trovi ovunque e a volte ti fanno sentire meglio, danno un ritmo alla giornata e sono luoghi di piccoli rituali intimi oppure, al contrario, estremamente condivisi.

Qualche volta qualcuno ci rovina la giornata usurpandoli o distruggendoli ma la rigenerazione è continua ed inesorabile, ad ogni oggetto sottrattoci se ne sostituisce un altro, uguale o no non importa.

Questo progetto vuole introdurre nuove occasioni di micro gestione del territorio creando piccoli vuoti da riempire il cui valore è direttamente proporzionale alla volontà ed ai sogni delle persone.

Contenere qualcosa è lo scopo del progetto, cosa è lasciato al pubblico: a chi va al lavoro con dei semi in tasca, a chi crede che pochi cm quadrati siano un luogo sufficiente per fare arte, a chi non lo crede ma è un bel posto per lasciare una informazione.

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Le proposte di seguito rappresentate costituiscono l’esemplificazione di criteri e di modi intervento possibili per introdurre variazioni, attività e dotazioni, in grado di caratterizzare e valorizzare le varie zone di Mantova.

Si tratta dunque di idee e non di progetti conclusi che visualizzano un modo di operare secondo criteri stabiliti per risolvere in modo organico l’inserimento in una realtà ambientale.

Talune proposte maggiormente specifiche potrebbero trovare compimento nella realizzazione, ma ciascuna esemplificazione può rappresentare uno strumento didattico di consulenza e di campionatura esemplificativa per poter rendere organicamente solidale la realtà complessiva della città con il suo territorio di contorno ora semplicemente ad esso affiancato.

Nell’ultimo decennio del XII° Sec. Alberto Pitentino, plasmando un acquitrino in parte edificato, dà forma ad una città articolata in un territorio ad essa strettamente connesso, riordina, raduna e organizza nei laghi le acque sparse, ne stabilisce i limiti, i dislivelli e i rapporti per garantirne la movimentazione come forza motrice necessaria alle attività produttive.

Questo rapporto integrato in un unico contesto diede vita, nel suo insieme, ad una immagine magica di “città isola” nell’ambito della pianura padana, articolata in un sistema complesso interrelato fatto di case, acqua viva e spazi circostanti di servizio e di protezione.

Non si tratta di ispirarsi alla storia gloriosa della città o alle espressioni formali irripetibili lasciateci dal passato e ritenerci pigramente soddisfatti, pensando che la presenza dei laghi ha salvato la città dall’assedio e dalla contaminazione irresponsabile col cemento nelle periferie, e ignorare che la città ha perso gli elementi significativi di un impianto morfologico che la rendeva unica.

Masterplan con architetti Marco e Adolfo Poltronieri www.archiofficina.it

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Attraverso una azione programmatica di interventi di seguito enunciati, con sinergia economico-operativa dell’ente pubblico comunale, dei privati e del Parco del Mincio, è possibile dare, in tempi limitati e con impegno finanziario contenuto, organicità e valore all’area nel suo insieme, quale nuova testa di ponte di San Giorgio, polo nodale di accoglienza, di informazione, di accesso e di belvedere aperto verso la città vista nel suo skyline più significativo.

L’intervento favorito dalla presenza del grande parcheggio del Campo Canoe, attualmente scarsamente utilizzato, darebbe continuità al percorso ciclopedonale esistente, che si sviluppa attraverso zone ricche di aspetti naturalistici e di numerose presenze morfologiche ed archeologiche (resti di mura, i forti di Lunetta, Frassino e Fossamana, porta Giulia, Porta Caterina e la Polveriera).

Area Sparafucile

Interventi previsti:

Rocca di Sparafucile (fig. 1-2) (ex porta d’accesso al ponte di San Giorgio):recupero dell’edificio ex sede dell’Ostello della Gioventù prevedendo l’inserimento di una serie di servizi destinati al turista (infopoint, attività di bar ristorazione…). L’operazione sarebbe facilitata dalla presenza del parcheggio del Campo canoa dove il turista potrebbe lasciare l’automobile e raggiungere la città attraverso il percorso ciclopedonale o con un sistema di vaporetti).L’operazione potrebbe essere facilmente promossa attraverso finanziamenti privati.

Ricollocamento del contenitore dei mosaici (fig. 3) di piazza Sordello sulla sponda nelle vicinanze della Rocca di Sparafucile. La struttura adeguatamente filtrata dalle piantumazioni (fig. 4 ) potrebbe divenire sede di un acquario fluviale (flora e fauna ittica), inteso come “museo vivo” a documentazione diretta e molto efficace del Parco del Mincio.

Realizzazione di un sottopasso (fig. 6)di collegamento tra il Campo Canoa e l’area di Sparafucile chiudendo così il circuito delle ciclabili che si sviluppano sulle sponde del lago Inferiore di Mezzo e Superiore, evitando così il pericoloso attraversamento stradale (fig. 5) necessario per raggiungere l’area di Sparafucile. L’operazione insieme alle opere previste ai punti 1 e 2 consentirebbe una piena fruizione delle sponde del Lago di Mezzo.Nella progettazione si potrebbe prendere in considerazione la morfologia dell’antico bastione III che tagliava il ponte di San Giorgio, demolito nel 1919 insieme al forte di cui la Rocca di Sparafucile costituisce l’ultima vestigia.

 

Inserimento di un nuovo imbarcadero (fig. 8)sulla sponda antistante la Rocca di Sparafucile (fig. 7). L’imbarcadero consentirebbe a visitatori e turisti di lasciare auto e pullman nel parcheggio del Campo Canoe e da qui recarsi attraverso il nuovo sottopasso alla Rocca di Sparafucile, al museo fluviale o all’imbarcadero da dove verrebbero traghettati al di là del Lago di Mezzo o potrebbero imbarcarsi per escursioni sui laghi o sul Po.

Questo scrivevamo nel 2010, oggi che il tunnel è stato realizzato da altri e che il contenitore dei mosaici è stato smantellato e svenduto (sulla questione dei mosaici ci sarà da dibattere), siamo comunque contenti che qualcuno abbia cominciato a considerare il territorio di Mantova con occhi più attenti. Ora, visto che le proposte di questo programma sono molteplici ci auguriamo di poterle discutere con chi ha a cuore lo sviluppo urbanistico e territoriale.

Masterplan con architetti Marco e Adolfo Poltronieri

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Nuova struttura bar ristoro sulla sponda del Lago di Mezzo di Mantova

Inserimento di una nuova struttura destinata alla sosta e alla ristorazione. Le sponde dei Laghi Superiore, di Mezzo ed Inferiore sono caratterizzati dalla presenza di percorsi ciclopedonali lungo i quali sorgono alcune attività di ristorazione (Rifugio, Zanzara e Papas). Tali strutture che godono di un notevole apprezzamento nei periodi estivi risultano

posizionate a notevole distanza l’una dall’altra. Il nuovo locale verrebbe inserito circa a metà percorso fra Papas e Zanzara (fig. 1-2). L’obiettivo è quello di integrare le strutture esistenti riducendo l’isolamento che attualmente le contraddistingue e favorendo così il formarsi di flussi di spostamento dall’una all’altra anche negli orari serali e notturni. Le sponde dei laghi sono infatti caratterizzate da un notevole afflusso in orari diurni, ma sono attualmente penalizzate (nonostante la presenza dell’illuminazione) nelle ore serali e soprattutto notturne a causa del senso d’insicurezza ingenerato nei fruitori dalla mancanza di dotazioni di servizio e sosta.In corrispondenza di questa struttura di ristoro verrebbe inserito un servizio di noleggio di imbarcazioni per consentire brevi gite ed escursioni a cittadini e turisti.

La struttura nella sua conformazione planimetrica si articola su due quadrati corrispondenti rispettivamente ad un area mescita e ad una zona destinata a deposito e servizi igienici. Nello spazio antistante si svilupperebbe una zona pavimentata destinata ad accogliere tavolini e sedie.

Il piccolo chiosco presenta un basso profilo ambientale date le sue ridotte dimensioni e l’inserimento nel dislivello esistente tra la sponda del Lago di Mezzo (fig. 3-4) e Viale Mincio (fig. 5-6).

In corrispondenza di questo piccolo fabbricato verrebbe inserita una scala destinata a collegare direttamente Viale Mincio con la sponda del lago integrando così le rampe di accesso che in quest’area risultano insufficienti.

strisciata

d

Masterplan con architetti Marco e Adolfo Poltronieri www.archiofficina.it

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Mantova

Dalla stazione al lago al di sotto i binari

mappa stazione

Inserimento di una nuova struttura destinata alla sosta e alla ristorazione: Le sponde dei Laghi Superiore, di Mezzo ed Inferiore sono caratterizzati dalla presenza di percorsi ciclopedonali lungo i quali sorgono alcune attività di ristorazione (Rifugio, Zanzara e Papas). Tali strutture che godono di un notevole apprezzamento nei periodi estivi risultano però posizionate a notevole distanza l’una dall’altra. Il nuovo locale verrebbe inserito circa a metà percorso fra Rifugio e Zanzara (fig. 1-2) in corrispondenza dell’accesso verso il lago Superiore del nuovo sottopasso. L’obiettivo è quello di integrare le strutture esistenti riducendo l’isolamento che attualmente le contraddistingue e favorendo così il formarsi di flussi di spostamento dall’una all’altra anche negli orari serali e notturni. Le sponde dei laghi sono infatti caratterizzate da un notevole afflusso in orari diurni, ma sono attualmente penalizzate (nonostante la presenza dell’illuminazione) nelle ore serali e soprattutto notturne a causa del senso d’insicurezza ingenerato nei fruitori dalla mancanza di strutture.In corrispondenza di questa struttura di ristoro verrebbe inserito un servizio di noleggio di imbarcazioni per consentire brevi gite ed escursioni a cittadini e turisti. La struttura nelle sue forme rievoca un piccolo bastione della antica cinta che non lontano da quest’area si snodava lungo la sponda del lago Superiore e trovava nella vicina Porta Pradella uno degli accessi alla piazzaforte di Mantova.

Realizzazione nella zona della stazione di un collegamento con i giardini pubblici “Francesco Bartoli”(fig. 3-4-5-6) al di là dei binari. Attualmente gli unici accessi all’area di verde attrezzato che si sviluppa sulla sponda del lago Superiore si trovano in prossimità del Parco di Belfiore e all’imboccatura del Ponte dei Mulini. L’intervento proposto prevede l’allungamento del sottopassaggio della Stazione Ferroviaria al fine di collegare la Piazza Don Eugenio Leoni direttamente con le sponde del lago e di conseguenza con la ciclabile costituendo automaticamente un nodo intermodale di primaria importanza per la città e il territorio che intendiamo arricchire con la proposta di inserimento di un nuovo imbarcadero in prossimità dell’accesso verso il lago Superiore del sottopassaggio della stazione (fig. 7-9).

In prossimità dell’estremità del tunnel sulla riva verrebbe realizzato il bar previsto al punto precedente. L’intervento si verrebbe così a configurare come un collegamento ai giardini ed una sorta di sala d’aspetto all’aperto per la stazione (fig 8-10). L’intervento consentirebbe, attraverso i nuovi flussi pedonali che si verrebbero a creare, di dare un apprezzabile contributo alla riqualificazione dell’area della stazione ferroviaria. In riferimento a quest’ultimo aspetto ricordiamo le recenti raccolte di firme dei titolari degli esercizi commerciali per richiedere all’Amministrazione un intervento per affrontare il progressivo degrado sociale a cui è soggetta quest’area.

Stazione bis

Masterplan con architetti Marco e Adolfo Poltronieri www.archiofficina.it

 

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Un network  di servizi in vetro per il concorso “small public places in glass” Central Glass Co., ltd.

Agosto 2000

Il tema da sviluppare era la costruzione di piccoli spazi pubblici in vetro: biblioteche, sale di attesa, aree informative piuttosto che un network di oggetti  appartenenti alla stessa “famiglia” a formare una rete cittadina di elementi riconoscibili.

Come si può intuire la proposta progettuale si basa proprio su quest’ultimo tema.

Un unico elemento modulare che combinato in vari modi va a costituire elementi funzionali diversi, dalla semplice copertura per telefoni pubblici (nel 2000 si usavano ancora) o altri servizi pubblici alla panchina, alla pensilina di attesa autobus con rastrelliera porta biciclette fino all’edicola/media point.

Gli elementi costitutivi non si personalizzano mai ad eccezione della colorazione del vetro che è l’unico elemento realmente personalizzabile per ogni rete.

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Progetto presentato al concorso “Maniago Design”nella sezione speciale disabili per la realizzazione di un coltello da tavola per disabili . Lo scopo è quello di favorire l’autonomia delle operazioni di taglio del cibo per coloro che soffrono di disabilità che comportano limitate capacità di movimento degli arti superiori.

 

Il progetto richiede all’utente la semplice possibilità di stringere il manico del coltello nel proprio pugno e una minima capacità di fare oscillare la lama per permettere il taglio del cibo.

In ragione delle abilità dell’utente il tipo di lama permette l’incisione (con la parte anteriore), il taglio (oscillazione), fino alla possibilità di tranciare profondamente con la lama a fine corsa (trascinamento).

Il coltello è formato da 2 parti, manico e lama rimovibile per favorire pulizia e manutenzione. Le dimensioni e le modalità di utilizzo non dissimili da una normale posata lo rendono strumento dal carattere confidenziale.

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Toy-o pouf
July 152015

Toy-o

per sedersi, sdraiarsi, giocare, creare.

(a mio papà Vittorio)

Nel 52 a. C. Gaio Scribonio Curione, amico di Cesare,costruì due distinti teatri di legno con i semicerchi delle gradinate appoggiati l’uno contro l’altro: dopo la fine delle rappresentazioni teatrali venivano fatti ruotare per unirsi tra loro in modo da formare un unico ovale con la pista centrale dove svolgere i giochi.

Toy-o è un pouf ad assetto variabile basato sul funzionamento del teatro di curio o dell’antico gioco di tavolette di legno. Per sedersi, sdraiarsi, giocare e creare forme.

toy-o prototipo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ una proposta per camerette bambini e non solo. Negli asili un numero ampio di Toy-o permette di combinare forme e colore per favorire l’interazione nel gioco tra bambini in modo che possano creare zone di gioco comuni: tunnel, isole, ponti, aree di riposo. Il prototipo è stato dimensionato per un test con persona adulta e misura 45x45x50 cm circa.

La proposta prevede la realizzazione di modelli colorati con colori primari e secondari di dimensioni contenute per bambini fino ai 6 anni, la dimensione 45x45x50 cm è gestibile da una età superiore ai 6 anni.

 

 

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Concorso domus romana mantova

 

“La pavimentazione in acciottolato che riveste come un gigantesco tappeto continuo l’intero spazio vuoto..” (P. Falini, Consulente del Sito Mantova – Sabbioneta) rappresenta l’elemento di raccordo che conferisce unitarietà a Piazza Sordello; da questa convincente sintesi della realtà oggettiva nasce concettualmente l’idea progettuale di sollevare un angolo di questo tappeto per scoprire ciò che in un particolare punto può nascondere.

L’idea proposta si traduce così nella rappresentazione di una azione che rende visibile un reperto nell’atto della scoperta, operando uno stacco nella tessitura della pavimentazione in ciottoli, mantenendone tuttavia la continuità materica, attraverso la realizzazione di una struttura metallica, che ancorata in continuità con il suolo ed in parte sollevata, consenta una chiara visibilità dello scavo archeologico.

Dal punto di vista strutturale infatti il volume di piccole dimensioni è caratterizzato da una struttura verticale portante, composta da un’orditura di tubolari in ferro inseriti all’interno del tamponamento dell’edificio, la quale sostiene una copertura, in parte a sbalzo, realizzata con una struttura reticolare spaziale di moduli tetraedrici metallici componibili.

Uno dei principali intenti progettuali è il contenimento dell’impatto ambientale attraverso la riduzione della volumetria del contenitore di protezione dei mosaici. L’obbiettivo è stato raggiunto mediante la scelta progettuale di spostare i visitatori all’esterno della struttura espositiva.

 

La scelta di mantenere il pubblico al di fuori da il vantaggio di poter mantenere all’interno del contenitore condizioni climatiche ottimali per la conservazione del manufatto senza dover ricercare compromessi con le condizioni di comfort climatico necessarie ai visitatori. Il minor volume da realizzare comporta inoltre un consistente risparmio nei costi di costruzione e nella realizzazione degli impianti, specialmente termomeccanici e di climatizzazione, per il minor volume da trattare. Un decisivo risparmio nei costi di gestione  è garantito dai più ridotti consumi energetici e dalla mancata necessità di una biglietteria, di un guardaroba e del relativo personale di controllo, garantendo tuttavia, con il nuovo sistema a ticket d’ingresso, una accessibilità al sito di 24 ore su 24.

 

 

 

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…dal largo veniva un vento teso che polverizzava la cresta delle onde, era una distesa immensa di spuma e in acqua si sentiva il morso del freddo… ma ora tutto sembrava appartenere al passato.. il cambiamento non era nella spiaggia, nel vento, nelle onde, il cambiamento era nelle persone

 

Anello in oro lucido e fresato sui frangenti. Realizzato nel 1992, foto non disponibili

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Apollo aveva amato la ninfa Climene e da lei aveva avuto un figlio, Fetonte. Gli amici di Fetonte iniziarono a prenderlo in giro e sbeffeggiarlo perché il giovane sosteneva di essere il figlio del dio del Sole ed essi non ci credevano. Fetonte, mortificato di questa cosa, un giorno andò dal padre per supplicarlo di fargli portare per un giorno il carro del Sole, così avrebbe potuto dimostrare le sue origini. Apollo cercò in tutti i modi di distoglierlo da questa pazzia ma Fetonte tanto fece che alla fine convinse il padre; salì sul carro e partì. Una volta sul carro però, il giovane ebbe paura quando vide il vuoto sotto i suoi piedi; allora il carro impazzì, saliva troppo in cielo o si avvicinava troppo alla terra, bruciando tutto; Zeus allora ebbe pietà degli uomini e per salvarli mandò una folgore su Fetonte che morì e precipitò nel fiume Eridano, che oggi si chiama Po. Mentre i cavalli ritornavano da soli alla stalla, le Heliadi, sorelle di Fetonte, piangevano la sua morte e Zeus impietosito di quel dolore, le tramutò in pioppi e le loro lacrime divennero gocce d’ambra; questi pioppi ancora oggi sono lungo le rive del Po.

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Olè! anello in oro
July 132015

A las cinco de la tarde.
Eran las cinco en punto de la tarde.
Un niño trajo la blanca sábana
a las cinco de la tarde.
Una espuerta de cal ya prevenida
a las cinco de la tarde.
Lo demás era muerte y sólo muerte
a las cinco de la tarde.

El viento se llevó los algodones
a las cinco de la tarde.
Y el óxido sembró cristal y níquel
a las cinco de la tarde.
Ya luchan la paloma y el leopardo
a las cinco de la tarde.
Y un muslo con un asta desolada
a las cinco de la tarde.
Comenzaron los sones de bordón
a las cinco de la tarde.
Las campanas de arsénico y el humo
a las cinco de la tarde.

En las esquinas grupos de silencio
a las cinco de la tarde.
¡Y el toro solo corazón arriba!
a las cinco de la tarde.
Cuando el sudor de nieve fue llegando
a las cinco de la tarde,
cuando la plaza se cubrió de yodo
a las cinco de la tarde,
la muerte puso huevos en la herida
a las cinco de la tarde.
A las cinco de la tarde.
A las cinco en punto de la tarde.

Un ataúd con ruedas es la cama
a las cinco de la tarde.
Huesos y flautas suenan en su oído
a las cinco de la tarde.
El toro ya mugía por su frente
a las cinco de la tarde.
El cuarto se irisaba de agonía
a las cinco de la tarde.
A lo lejos ya viene la gangrena
a las cinco de la tarde.
Trompa de lirio por las verdes ingles
a las cinco de la tarde.
Las heridas quemaban como soles
a las cinco de la tarde,
y el gentío rompía las ventanas
a las cinco de la tarde.
A las cinco de la tarde.
¡Ay qué terribles cinco de la tarde!
¡Eran las cinco en todos los relojes!
¡Eran las cinco en sombra de la tarde!

Ogni giorno è una corrida! e il pericolo non arriva solo alle cinco de la tarde!

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“se nessuno ti vede mangiarlo, quel dolce non ha calorie”

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E non devono essere per forza ciliegie!

Collana con contenitore di perle senza foro. Per cambiare perle senza cambiare collana, nere, rosa, bianche o alternate. Ovviamente è necessario possedere una copiosa collezione di perle, una collezione costosa certo ma se vista in “divenire” (lo dico agli uomini) basta semplicemente regalarne una alle feste comandate e anche il dilemma regalo è risolto.

perle1
perle2
perle4

 

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Hokusai Tiger
July 102015

Un haiku scritto sul letto di morte recita:

« Hitodama de, yuku kisani ya, natsu no hara. »
[Katsushika Hokusai]

« Anche se fantasma me ne andrò per diletto sui prati d’estate. »

Tigre di Hokusai

Tigre di Hokusai B/N

Nobile, semplice, naturalmente incurante del destino della materia! Privo del medium di contatto lo spirito cerca il diletto, per ora noi accontentiamoci di godere della natura da vivi.

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Grafica per tavole da kite, una interpretazione dell’opera di Katsushika Hokusai

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Grafica per tavole da kitesurf per Suento Kiteboards. Una serie limitata per Surfisti molto local.

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ristrutturazione di una casa in brianza, villa contemporanea ristrutturata secondo moderni standard abitativi, rifacimento giardino e tetto, ristrutturare il contemporaneo

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