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Le proposte di seguito rappresentate costituiscono l’esemplificazione di criteri e di modi intervento possibili per introdurre variazioni, attività e dotazioni, in grado di caratterizzare e valorizzare le varie zone di Mantova.

Si tratta dunque di idee e non di progetti conclusi che visualizzano un modo di operare secondo criteri stabiliti per risolvere in modo organico l’inserimento in una realtà ambientale.

Talune proposte maggiormente specifiche potrebbero trovare compimento nella realizzazione, ma ciascuna esemplificazione può rappresentare uno strumento didattico di consulenza e di campionatura esemplificativa per poter rendere organicamente solidale la realtà complessiva della città con il suo territorio di contorno ora semplicemente ad esso affiancato.

Nell’ultimo decennio del XII° Sec. Alberto Pitentino, plasmando un acquitrino in parte edificato, dà forma ad una città articolata in un territorio ad essa strettamente connesso, riordina, raduna e organizza nei laghi le acque sparse, ne stabilisce i limiti, i dislivelli e i rapporti per garantirne la movimentazione come forza motrice necessaria alle attività produttive.

Questo rapporto integrato in un unico contesto diede vita, nel suo insieme, ad una immagine magica di “città isola” nell’ambito della pianura padana, articolata in un sistema complesso interrelato fatto di case, acqua viva e spazi circostanti di servizio e di protezione.

Non si tratta di ispirarsi alla storia gloriosa della città o alle espressioni formali irripetibili lasciateci dal passato e ritenerci pigramente soddisfatti, pensando che la presenza dei laghi ha salvato la città dall’assedio e dalla contaminazione irresponsabile col cemento nelle periferie, e ignorare che la città ha perso gli elementi significativi di un impianto morfologico che la rendeva unica.

Masterplan con architetti Marco e Adolfo Poltronieri www.archiofficina.it

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Attraverso una azione programmatica di interventi di seguito enunciati, con sinergia economico-operativa dell’ente pubblico comunale, dei privati e del Parco del Mincio, è possibile dare, in tempi limitati e con impegno finanziario contenuto, organicità e valore all’area nel suo insieme, quale nuova testa di ponte di San Giorgio, polo nodale di accoglienza, di informazione, di accesso e di belvedere aperto verso la città vista nel suo skyline più significativo.

L’intervento favorito dalla presenza del grande parcheggio del Campo Canoe, attualmente scarsamente utilizzato, darebbe continuità al percorso ciclopedonale esistente, che si sviluppa attraverso zone ricche di aspetti naturalistici e di numerose presenze morfologiche ed archeologiche (resti di mura, i forti di Lunetta, Frassino e Fossamana, porta Giulia, Porta Caterina e la Polveriera).

Area Sparafucile

Interventi previsti:

Rocca di Sparafucile (fig. 1-2) (ex porta d’accesso al ponte di San Giorgio):recupero dell’edificio ex sede dell’Ostello della Gioventù prevedendo l’inserimento di una serie di servizi destinati al turista (infopoint, attività di bar ristorazione…). L’operazione sarebbe facilitata dalla presenza del parcheggio del Campo canoa dove il turista potrebbe lasciare l’automobile e raggiungere la città attraverso il percorso ciclopedonale o con un sistema di vaporetti).L’operazione potrebbe essere facilmente promossa attraverso finanziamenti privati.

Ricollocamento del contenitore dei mosaici (fig. 3) di piazza Sordello sulla sponda nelle vicinanze della Rocca di Sparafucile. La struttura adeguatamente filtrata dalle piantumazioni (fig. 4 ) potrebbe divenire sede di un acquario fluviale (flora e fauna ittica), inteso come “museo vivo” a documentazione diretta e molto efficace del Parco del Mincio.

Realizzazione di un sottopasso (fig. 6)di collegamento tra il Campo Canoa e l’area di Sparafucile chiudendo così il circuito delle ciclabili che si sviluppano sulle sponde del lago Inferiore di Mezzo e Superiore, evitando così il pericoloso attraversamento stradale (fig. 5) necessario per raggiungere l’area di Sparafucile. L’operazione insieme alle opere previste ai punti 1 e 2 consentirebbe una piena fruizione delle sponde del Lago di Mezzo.Nella progettazione si potrebbe prendere in considerazione la morfologia dell’antico bastione III che tagliava il ponte di San Giorgio, demolito nel 1919 insieme al forte di cui la Rocca di Sparafucile costituisce l’ultima vestigia.

 

Inserimento di un nuovo imbarcadero (fig. 8)sulla sponda antistante la Rocca di Sparafucile (fig. 7). L’imbarcadero consentirebbe a visitatori e turisti di lasciare auto e pullman nel parcheggio del Campo Canoe e da qui recarsi attraverso il nuovo sottopasso alla Rocca di Sparafucile, al museo fluviale o all’imbarcadero da dove verrebbero traghettati al di là del Lago di Mezzo o potrebbero imbarcarsi per escursioni sui laghi o sul Po.

Questo scrivevamo nel 2010, oggi che il tunnel è stato realizzato da altri e che il contenitore dei mosaici è stato smantellato e svenduto (sulla questione dei mosaici ci sarà da dibattere), siamo comunque contenti che qualcuno abbia cominciato a considerare il territorio di Mantova con occhi più attenti. Ora, visto che le proposte di questo programma sono molteplici ci auguriamo di poterle discutere con chi ha a cuore lo sviluppo urbanistico e territoriale.

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Nuova struttura bar ristoro sulla sponda del Lago di Mezzo di Mantova

Inserimento di una nuova struttura destinata alla sosta e alla ristorazione. Le sponde dei Laghi Superiore, di Mezzo ed Inferiore sono caratterizzati dalla presenza di percorsi ciclopedonali lungo i quali sorgono alcune attività di ristorazione (Rifugio, Zanzara e Papas). Tali strutture che godono di un notevole apprezzamento nei periodi estivi risultano

posizionate a notevole distanza l’una dall’altra. Il nuovo locale verrebbe inserito circa a metà percorso fra Papas e Zanzara (fig. 1-2). L’obiettivo è quello di integrare le strutture esistenti riducendo l’isolamento che attualmente le contraddistingue e favorendo così il formarsi di flussi di spostamento dall’una all’altra anche negli orari serali e notturni. Le sponde dei laghi sono infatti caratterizzate da un notevole afflusso in orari diurni, ma sono attualmente penalizzate (nonostante la presenza dell’illuminazione) nelle ore serali e soprattutto notturne a causa del senso d’insicurezza ingenerato nei fruitori dalla mancanza di dotazioni di servizio e sosta.In corrispondenza di questa struttura di ristoro verrebbe inserito un servizio di noleggio di imbarcazioni per consentire brevi gite ed escursioni a cittadini e turisti.

La struttura nella sua conformazione planimetrica si articola su due quadrati corrispondenti rispettivamente ad un area mescita e ad una zona destinata a deposito e servizi igienici. Nello spazio antistante si svilupperebbe una zona pavimentata destinata ad accogliere tavolini e sedie.

Il piccolo chiosco presenta un basso profilo ambientale date le sue ridotte dimensioni e l’inserimento nel dislivello esistente tra la sponda del Lago di Mezzo (fig. 3-4) e Viale Mincio (fig. 5-6).

In corrispondenza di questo piccolo fabbricato verrebbe inserita una scala destinata a collegare direttamente Viale Mincio con la sponda del lago integrando così le rampe di accesso che in quest’area risultano insufficienti.

strisciata

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Mantova

Dalla stazione al lago al di sotto i binari

mappa stazione

Inserimento di una nuova struttura destinata alla sosta e alla ristorazione: Le sponde dei Laghi Superiore, di Mezzo ed Inferiore sono caratterizzati dalla presenza di percorsi ciclopedonali lungo i quali sorgono alcune attività di ristorazione (Rifugio, Zanzara e Papas). Tali strutture che godono di un notevole apprezzamento nei periodi estivi risultano però posizionate a notevole distanza l’una dall’altra. Il nuovo locale verrebbe inserito circa a metà percorso fra Rifugio e Zanzara (fig. 1-2) in corrispondenza dell’accesso verso il lago Superiore del nuovo sottopasso. L’obiettivo è quello di integrare le strutture esistenti riducendo l’isolamento che attualmente le contraddistingue e favorendo così il formarsi di flussi di spostamento dall’una all’altra anche negli orari serali e notturni. Le sponde dei laghi sono infatti caratterizzate da un notevole afflusso in orari diurni, ma sono attualmente penalizzate (nonostante la presenza dell’illuminazione) nelle ore serali e soprattutto notturne a causa del senso d’insicurezza ingenerato nei fruitori dalla mancanza di strutture.In corrispondenza di questa struttura di ristoro verrebbe inserito un servizio di noleggio di imbarcazioni per consentire brevi gite ed escursioni a cittadini e turisti. La struttura nelle sue forme rievoca un piccolo bastione della antica cinta che non lontano da quest’area si snodava lungo la sponda del lago Superiore e trovava nella vicina Porta Pradella uno degli accessi alla piazzaforte di Mantova.

Realizzazione nella zona della stazione di un collegamento con i giardini pubblici “Francesco Bartoli”(fig. 3-4-5-6) al di là dei binari. Attualmente gli unici accessi all’area di verde attrezzato che si sviluppa sulla sponda del lago Superiore si trovano in prossimità del Parco di Belfiore e all’imboccatura del Ponte dei Mulini. L’intervento proposto prevede l’allungamento del sottopassaggio della Stazione Ferroviaria al fine di collegare la Piazza Don Eugenio Leoni direttamente con le sponde del lago e di conseguenza con la ciclabile costituendo automaticamente un nodo intermodale di primaria importanza per la città e il territorio che intendiamo arricchire con la proposta di inserimento di un nuovo imbarcadero in prossimità dell’accesso verso il lago Superiore del sottopassaggio della stazione (fig. 7-9).

In prossimità dell’estremità del tunnel sulla riva verrebbe realizzato il bar previsto al punto precedente. L’intervento si verrebbe così a configurare come un collegamento ai giardini ed una sorta di sala d’aspetto all’aperto per la stazione (fig 8-10). L’intervento consentirebbe, attraverso i nuovi flussi pedonali che si verrebbero a creare, di dare un apprezzabile contributo alla riqualificazione dell’area della stazione ferroviaria. In riferimento a quest’ultimo aspetto ricordiamo le recenti raccolte di firme dei titolari degli esercizi commerciali per richiedere all’Amministrazione un intervento per affrontare il progressivo degrado sociale a cui è soggetta quest’area.

Stazione bis

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